Una persona su mille può soffrire di alopecia areata. Si presenta, invece, con uguale frequenza nei due sessi in tutte le etnie e ad ogni età anche se predilige i giovani adulti ed è rara dopo i 60 anni. Il 60% delle persone con Alopecia Areata ha meno di 20 anni.

L’alopecia areata è una patologia autoimmune che causa la perdita dei capelli e dei peli. Generalmente si presenta con chiazze rotonde od ovali, zone ben delimitata dove mancano i capelli o i peli. Alcuni soggetti perdono i capelli “a chiazze” solo in alcune aree del cuoio capelluto. In altri casi si registra una  perdita non solo di tutti i capelli, ma anche dei peli, in tutte le parti del corpo.

Cause dell’alopecia areata

Essenzialmente l’alopecia areata internamente si origina quando i globuli bianchi del sangue attaccano le cellule dei follicoli piliferi. A causa del grave danno determinato dall’aggressione immunitaria i follicoli piliferi cessano di replicarsi causando così la caduta dei peli. Difatti in questo tipo di alopecia le cellule del sistema immunitario attaccano il follicolo pilifero, impedendogli così di svolgere la sua funzione e di far crescere peli e capelli.

Non è ancora chiaro perché il sistema immunitario aggredisca i follicoli piliferi ma generalmente vengono colpite persone con una particolare predisposizione genetica che si combina con altri fattori legati al sistema immunitario e reattivo come la celiachia, il lupus eritematoso, l’artrite reumatoide, la vitiligine, la tiroidite.

Oltre all’ipotesi immunologica, alcuni studi sembrerebbero supporre anche una componente genetica come fattore per l’insorgenza dell’alopecia areata, che tende a colpire soggetti con una storia familiare di alopecia.

 

Differenze con l’alopecia androgenetica

L’alopecia androgenetica è la forma più diffusa tra i tipi di alopecia, colpendo circa il 70% degli uomini e il 40% delle donne. Le cause dell’alopecia androgenetica, a differenza di quella areata, sono maggiormente note. L’alopecia androgenetica non è una malattia fisica in senso stretto, quanto piuttosto una condizione degenerativa del follicolo pilifero. Alla sua origine c’è l’effetto degli ormoni androgeni nei bulbi dei capelli, che ne subiscono gli effetti provocando la calvizie.
L’attributo “androgenetica” è dovuto ad una delle sue cause scatenanti, ossia l’ormone androgeno, o “maschile”, chiamato DHT (Diidrotestosterone) che produce un effetto di miniaturizzazione del follicolo pilifero, fino a portarlo all’atrofia completa.

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L’alopecia areata ha o no una cura?

Per il momento non sono stati messi a punto farmaci in grado di guarire completamente dall’alopecia areata. I trattamenti che possono avere effetti positivi ed aiutare la ricrescita del capello si basano sul ricorso a farmaci che agiscono sulla componente autoimmune dell’alopecia come, ad esempio, i corticosteroidi, potenti farmaci antinfiammatori simili al cortisolo, un ormone prodotto dall’organismo. Questi farmaci, se somministrati per via orale, sono immunosoppressori, quindi spesso vengono usati per curare diverse malattie autoimmuni, compresa l’alopecia areata. In alternativa si possono impiegare principi attivi che favoriscono la ricrescita dei capelli come il minoxidil, l’antralina oppure sensibilizzatori cutanei.
Essenziale è la costanza nel sottoporsi ai trattamenti, perché alla sospensione della cura segue, in genere, una ripresa della caduta di capelli. Sono in via di sperimentazione nuovi farmaci che lasciano per sperare per il futuro.

Una terapia alternativa è basata sull’impiego della fotochemioterapia (PUVA), una terapia usata in genere per la psoriasi. Nel trattamento contro l’alopecia areata basato su  fotochemioterapia viene somministrato un farmaco fotosensibile per via orale, oppure topica. Il paziente viene successivamente esposto a una fonte di luce ultravioletta. Gli esperimenti clinici mostrano come la maggioranza dei soggetti trattati ha raggiunto una ricrescita accettabile dal punto di vista estetico.
La fotochemioterapia, tuttavia, presenta un’alta percentuale di ricadute è alta, senza consideare l’aumento del rischio di tumori alla pelle dovuti all’esposizione a raggi ultravioletti.

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