La Tricopigmentazione  è un trattamento estetico innovativo che consente di simulare a livello del cuoio capelluto la presenza dei capelli e quindi di coprire delle aree diradate a causa dei vari tipi di alopecia, come androgenetica, areata o totale, oltre che ad essere un completamento alla medicina e chirurgia e nella fase post protesi e/o copertura cicatrici.
Questa tecnica è stata studiata appositamente per il cuoio capelluto, e rappresenta l’evoluzione della “micropigmentazione”, utilizzata nel campo della chirurgia estetica. Poiché è utilizzata nel settore tricologico, sia i pigmenti che la strumentazione impiegata sono specifici per il cuoio capelluto. La tricopigmentazione può affiancare tutte le altre metodiche tricologiche sia mediche (mesoterapia) che chirurgiche (autotrapianto) utilizzate come rimedio alla caduta dei capelli.
Nel caso i cui non ci si possa sottoporre ad autotrapianto si può ricorrere a questa tecnica come valida alternativa.

La Tricopigmentazione non è un tatuaggio

È bene precisare che la Tricopigmentazione non è un tatuaggio perché sia la metodica che il percorso professionale dell’esperto in tricopigmentazione sono diversi da quelli del tatuatore.
In primo luogo, è diversa la strumentazione in quanto gli aghi utilizzati sono più piccoli. Ciò consente di operare sullo strato più esterno del derma, a differenza del tatuaggio che arriva più in profondità. Questo è molto importante, innanzitutto perché, in questo modo la tricopigmentazione risulta indolore. Inoltre, rimanendo più in superficie non si vanno a danneggiare i capelli esistenti, dato che il bulbo del capello si trova in profondità. I pigmenti che vengono utilizzati sono certificati, bioriassorbibili e naturali, mentre il tatuaggio è permanente. Si tratta dunque di due tecniche molto diverse tra loro.

Tecnica priva di controindicazioni

Nella tricopigmentazione non ci sono controindicazioni, in quanto, lavorando sul derma superficiale il paziente può continuare i suoi trattamenti medici (mesoterapia) e topici.
Dopo un mese dalla tricopigmentazione si potrebbe effettuare sia un trattamento rigenerativo e/o addirittura un autotrapianto.

Tricopigmentazione reversibile e permanente

Esistono due tipi di tricopigmentazione: reversibile e permanente.
Il consiglio da esperta in tricopigmentazione e da medico è quello di ricorrere alla tecnica reversibile, questo perché, negli anni ci potrebbero essere dei cambiamenti sia nel colore dei capelli e sia nei desideri del paziente, che potrebbe, successivamente, decidere diversamente in merito al suo aspetto estetico.
La reversibilità del trattamento è fondamentale anche perché nel tempo la morfologia potrebbe modificarsi e, di conseguenza, si avrà la possibilità di seguire e accompagnare i cambiamenti che si potrebbero verificare.

Durata di un trattamento di tricopigmentazione reversibile

Un trattamento di tricopigmentazione reversibile può durare da uno a due anni, dopo di che i pigmenti sono riassorbiti dal sistema macrofagico della cute in maniera del tutto naturale ed è proprio questo uno dei lati positivi: la tricopigmentazione reversibile rende la persona libera di poter decidere diversamente in qualunque momento.

Per chi è indicata la tricopigmentazione

Questa tecnica è indicata sia per gli uomini che per le donne che, soggetti ad un diradamento del cuoio capelluto, desiderano un risultato estetico immediato, infatti con la tricopigmentazione dopo mezz’ora è possibile vedere i risultati. È un ottima soluzione per tutti, perché come già detto non danneggia i capelli residui e si può affiancare ad ogni altro trattamento sia medico che chirurgico.

Quando si può intervenire con la tricopigmentazione?

Si può intervenire su alopecia totale, androgenetica, areata, quando ci si trova di fronte ad esiti cicatriziali o di precedenti interventi o cicatrici a livello del cuoio capelluto dovuti da altra causa.

Che tipo di risultati si possono ottenere con la Tricopigmentazione

I risultati che si possono ottenere sono:

1- Effetto rasato

2- Effetto rinfoltimento

3- Effetto cover

L’effetto rasato serve a riprodurre sulla cute l’aspetto di una chioma rasata. Vengono disegnati dei puntini in maniera assolutamente simmetrica sul cuoio capelluto in modo da avere l’aspetto di un capello, ma rasato. Solitamente si avvicina all’effetto rasato chi ha un’alopecia molto accentuata, per cui non può sottoporsi ad un intervento di autotrapianto. Naturalmente iI paziente deve essere un amante del look rasato.
L’effetto rinfoltimento viene utilizzato nel caso più comune i cui il paziente ha una chioma diradata, per cui con la tricopigmentazione si possono mascherare le aree di trasparenza. Una chioma diradata, infatti, mostra in trasparenza una cute bianca, invece la tricopigmentazione offre un aspetto di rinfoltimento.
L’effetto cover è possibile su qualsiasi tipo di cicatrice lineare

I vantaggi della Tricopigmentazione
I vantaggi della tricopigmentazione sono molteplici: un effetto estetico immediato, la reversibilità, il non essere una tecnica invasiva, il fatto che sia indolore e la possibilità di personalizzare il trattamento.

Iter da seguire per un risultato ottimale?

La procedura da seguire per sottoporsi a Tricopigmentazione, o per meglio dire, l’iter ottimale, è quello di effettuare una prima visita con annessa anamnesi e storia del paziente: in sede di visita si osserva in maniera approfondita la cute sia a livello clinico che strumentale e si studia la situazione del capello. Nel caso si decida di effettuare il trattamento di tricopigmentazione ci sarà la scelta del colore, che deve essere adatto sia ai capelli del paziente che alla cute, dopo di che si effettuerà un test prima del trattamento. Ad una settimana dal test si può procedere con la prima seduta di tricopigmentazione, che solitamente ha una tempistica maggiore delle altre, si inizierà con il disegno dell’hairline per passare alla densità di base. Dopo una settimana, circa, si può procedere con la seconda seduta e in questa fase si riuscirà ad armonizzare l’intera area trattata, andando ad integrare la mappatura della prima seduta, tenendo conto della densità dei capelli esistenti che varia da zona a zona. Le aree più chiare vengono omogeneizzate. Dopo un mese ci sarà la seduta di controllo con la quale si potrà lavorare sulla definizione del tutto, sull’hairline e sulle sfumature ( qualora ce ne fosse bisogno)e si può intensificare il colore se dovesse risultare troppo chiaro.
Gli esiti cicatriziali vengono trattati in due sedute con una distanza di una settimana l’una dall’altra.
Per chi sceglie la tricopigmentazione reversibile circa 1 volta all’anno sarebbe opportuno fare un richiamo, con tempistiche più brevi, perché il lavoro di base è già stato fatto.
In caso di incanutimento la reversibilità offre la possibilità di revisione del trattamento.
Il centro medico tricologico Tricomedit Group ha scelto di affidarsi ai propri medici specializzati anche in tricopigmentazione per poter dare al paziente il risultato migliore che non arriva solo dalla conoscenza della tecnica, ma anche dall’esperienza e conoscenza anatomica del corpo umano oltre che da una manualità ottimale in quanto chirurghi.
Un’errata manualità potrebbe portare ad errori che potrebbero compromettere il risultato. La pressione della mano deve essere costante, per evitare un’impronta circolare troppo ampia e sgranata ( con una pressione maggiore). L’inclinazione del dermografo è fondamentale, perché un’inclinazione sbagliata potrebbe causare un’impronta non circolare, allungata che potrebbe anch’essa sgranare nei giorni a seguire.

Il centro medico tricologico Tricomedit Group offre un servizio personalizzato e un costante monitoraggio sul trattamento eseguito.

Dott.ssa Valeria Rossi
Medico tricologo – Medico estetico – Medico di base – Naturopata – Omeopata – Omotossicologo – Dermotricopigmentista Tricomedit Group

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