Ipotiroidismo e perdita capelli

Ipotiroidismo e perdita capelli

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Articolo redatto a cura di: Comitato Scientifico Tricomedit

L’ipotiroidismo è una causa clinicamente riconosciuta di perdita di capelli. Quando la tiroide produce una quantità insufficiente di ormoni tiroidei (T3 e T4), il follicolo pilifero rallenta il proprio ciclo di crescita e una quota maggiore di capelli entra prematuramente in fase telogen, la fase di riposo che precede la caduta. Il risultato clinico più comune è un diradamento diffuso su tutto il cuoio capelluto, spesso accompagnato da capelli secchi, fragili e opachi, che nella maggioranza dei casi si attenua quando la funzione tiroidea torna nella norma.

Tricomedit Group è un centro di tricologia medica attivo dal 1973 che si occupa della diagnosi e della cura della caduta dei capelli, comprese le forme legate a disfunzioni ormonali che coinvolgono tiroide e capelli, come l’ipotiroidismo.

 

Come l’ipotiroidismo altera il ciclo di crescita del capello

Il capello attraversa tre fasi cicliche: anagen (crescita attiva, 2-6 anni), catagen (breve transizione) e telogen (riposo, prima della caduta). Gli ormoni tiroidei si legano a recettori specifici nel follicolo pilifero e sostengono la proliferazione dei cheratinociti, le cellule che costruiscono il fusto del capello. Quando l’ipotiroidismo riduce la disponibilità di questi ormoni, la fase anagen si accorcia e un numero anomalo di follicoli passa contemporaneamente in fase telogen: è il meccanismo alla base dell’effluvio telogen, descritto nel dettaglio nell’approfondimento dedicato.

Nell’ipotiroidismo la caduta si manifesta in genere in modo lento e graduale, a differenza dell’effluvio acuto legato a stress o febbre, che compare 2-4 mesi dopo l’evento scatenante. Per un quadro più ampio sulle tre fasi del capello e su come si alternano nel tempo, è utile ripercorrere il funzionamento del ciclo di crescita del capello.

 

Sintomi tricologici dell’ipotiroidismo: alopecia e tiroide

I sintomi tricologici dell’ipotiroidismo si manifestano in modo progressivo e coinvolgono sia il cuoio capelluto sia i peli del corpo.

Diradamento diffuso del cuoio capelluto

Nell’ipotiroidismo il diradamento riguarda l’intero cuoio capelluto in modo uniforme, senza le aree localizzate tipiche dell’alopecia androgenetica. I capelli si assottigliano progressivamente e la densità percepita si riduce in modo omogeneo, più che con perdita di ciocche isolate.

Capelli secchi, fragili e opachi

L’ipotiroidismo riduce la secrezione di sebo e altera la struttura della cheratina: il capello appare secco, ruvido al tatto, privo di lucentezza e tende a spezzarsi facilmente lungo il fusto. Anche le unghie, nello stesso quadro ormonale, diventano spesso sottili e fragili.

Perdita del terzo esterno delle sopracciglia (segno di Hertoghe)

Il segno di Hertoghe è la perdita di pelo nel terzo laterale del sopracciglio ed è uno dei segni tricologici più specifici dell’ipotiroidismo. La sua presenza, insieme al diradamento diffuso del cuoio capelluto, orienta il tricologo verso un’indagine della funzione tiroidea come parte della diagnosi differenziale.

 

Il legame tra ipotiroidismo, tiroidite di Hashimoto e alopecia areata

La tiroidite di Hashimoto è la causa più frequente di ipotiroidismo nei paesi occidentali ed è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario produce anticorpi (anti-TPO e anti-tireoglobulina) che attaccano progressivamente il tessuto tiroideo. La tiroidite di Hashimoto e la caduta capelli sono quindi collegate attraverso lo stesso meccanismo dell’ipotiroidismo: meno ormoni tiroidei circolanti, ciclo del capello rallentato.

L’alopecia areata è invece una condizione distinta: il sistema immunitario attacca direttamente il follicolo pilifero, causando chiazze localizzate e non un diradamento diffuso. Le due condizioni possono coesistere nella stessa persona perché condividono una base autoimmune, ma richiedono percorsi diagnostici e terapeutici differenti: l’ipotiroidismo si tratta con la terapia ormonale sostitutiva, l’alopecia areata con protocolli dermatologici e tricologici specifici.

 

Gli esami del sangue per la diagnosi della caduta capelli da tiroide

La diagnosi della caduta di capelli legata alla tiroide passa attraverso un pannello di esami del sangue mirato. Gli esami principali sono il TSH (ormone tireostimolante), l’FT4 (tiroxina libera) e l’FT3 (triiodotironina libera); in caso di sospetta tiroidite di Hashimoto si aggiungono gli anticorpi anti-TPO.

Esame Cosa indica Range di riferimento indicativo*
TSH Stimolazione della tiroide da parte dell’ipofisi 0,4 – 4,0 mUI/L
FT4 Tiroxina libera circolante 0,8 – 1,8 ng/dL
FT3 Triiodotironina libera circolante 2,3 – 4,2 pg/mL
Anti-TPO Anticorpi anti-tireoperossidasi (marker di tiroidite di Hashimoto) Negativi / entro il cut-off del laboratorio

*I range di riferimento variano da laboratorio a laboratorio e vanno sempre interpretati da un medico insieme al quadro clinico.

Nella prima visita tricologica, agli esami ematici si affianca un esame clinico come il pull test, utile per stabilire se la percentuale di capelli in fase telogen è coerente con un effluvio in atto.

 

La differenza tra ipertiroidismo e ipotiroidismo per i capelli

Ipertiroidismo e ipotiroidismo agiscono sui capelli con meccanismi opposti ma con un esito visivo simile: entrambi possono causare un diradamento diffuso. Nell’ipertiroidismo l’eccesso di ormoni tiroidei accelera il metabolismo cellulare e i capelli diventano sottili, morbidi e fragili, spesso con una caduta più rapida e una texture quasi setosa. Nell’ipotiroidismo, al contrario, il capello si presenta secco, ruvido e opaco, con un diradamento più lento e graduale.

Distinguere le due condizioni richiede sempre gli stessi esami del sangue (TSH, FT4, FT3): un TSH basso con FT4/FT3 elevati orienta verso l’ipertiroidismo, un TSH alto con FT4/FT3 ridotti verso l’ipotiroidismo.

 

Ipotiroidismo e capelli: il recupero dei capelli dopo la cura

Dopo l’avvio della terapia ormonale sostitutiva e la normalizzazione del TSH, il recupero dei capelli non è immediato: il ciclo del capello ha tempi biologici propri e i follicoli tornati in fase anagen impiegano in genere dai 3 ai 6 mesi prima che la ricrescita diventi visibile.

Se il diradamento sulla sommità del capo persiste anche dopo la normalizzazione degli ormoni tiroidei, è probabile che coesista una componente androgenetica indipendente dalla tiroide: in questo caso lo strumento di riferimento per la donna è la scala di Ludwig, mentre le cause della caduta capelli nelle donne vanno indagate nel loro insieme, perché fattori ormonali, nutrizionali e genetici si intrecciano spesso tra loro. In presenza di una caduta improvvisa, abbondante o che non si arresta nonostante la terapia tiroidea, è comunque consigliabile capire quando preoccuparsi per la caduta dei capelli e richiedere una valutazione tricologica specialistica.

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