La calvizie, più propriamente detta alopecia androgenetica, è una condizione che riguarda di milioni di uomini nel mondo, tanto da manifestarsi  in circa la metà di quelli con più di cinquant’anni. Non, però, un  problema solo maschile, la calvizie, infatti, si manifesta anche nelle donne, sebbene in misura minore e in, genere, in età più avanzata.

La calvizie è connessa alla produzione di ormoni androgeni e al loro effetto sui follicoli piliferi, una struttura particolare della pelle che produce le cellule che andranno a costituire il pelo. Su una testa normale sono presenti decine di migliaia di follicoli, l”introflessione dell’epidermide a forma di sacco che presenta una dilatazione in profondità, detta bulbo, che continua con il colletto restringendosi fino allo sbocco sull’epidermide.

Follicolo pilifero

Sezione del follicolo pilifero

Il bulbo pilifero è la parte più profonda del follicolo e al suo interno si trova una papilla dermica. La vita di queste papille è limitata e collegata alla produzione di ormoni: quando scompaiono, i follicoli che le contengono si “miniaturizzano” entrando in una specie di fase dormiente.

La calvizie è strettamente collegata al ciclo vitale dei capelli, suddiviso in tre fasi: crescita, fine della crescita, caduta o, più correttamente:

  1. Anagen: la fase vitale del capello e può durare dai 3 ai 7 anni. Durante questa fase il capello cresce, in media, un centimetro al mese.
  2. Catagen: segue la fase anagen e ha una durata tra le due e le tre settimane. Nella fase catagen il capello si stacca dalla papilla pilifera,  che ha smesso di produrre cellule.
  3. Telogen: è la terza e ultima fase del ciclo di vita del capello, ha una durata di circa 2 mesi. Durante questo periodo il capello è “morto” e il suo ancoraggio alla pelle è poco saldo: basta una lieve sollecitazione meccanica, come una spazzolata o una frizione con l’asciugamano, per farlo staccare definitivamente. In un individuo sano, la caduta innesca la riattivazione del follicolo per la produzione di un nuovo capello. In media circa il 10 per cento dei capelli è nella fase telogen.

Causa della calvizie (alopecia androgenetica)

La calvizie per alopecia androgenetica è determinata dall’azione di un particolare enzima, chiamato 5alfa-reduttasi. Questo enzima trasforma l’ormone testosterone in diidrotestosterone (DHT).  Gli ormoni androgeni, che sviluppano e mantengono le caratteristiche maschili, sono presenti in entrambi i sessi. Il DHT ha ruoli importanti nella formazione dei caratteri del genere maschile, ma in alcune condizioni e circostanze e, soprattutto, in particolari concentrazioni può avere effetti negativi sui bulbi piliferi e innescare la calvizie.  Il DHT riduce le dimensioni del follicolo e abbrevia la durata della fase anagen, con una progressiva compromissione fino all’arresto nella produzione di nuovi capelli dopo la caduta.

La calvizie di manifesta con modalità differenti negli uomini e nelle donne. I primi perdono i capelli a partire dall’attaccatura alle tempie e in parte alla nuca, le seconde in modo più diffuso con un progressivo diradamento a partire dalla parte centrale della testa.

La scala di Norwood sintetizza le varie modalità e il decorso della calvizie ed è suddivisa in vari livelli di caduta di capelli. Nell’uomo si parte dal primo livello in cui si evidenzia sostanzialmente la stempiatura, è la forma più lieve della scala. fino ad arrivare all’ultimo stadio, dove si scopre tutta la zona centrale fin dietro al vertice.

La scala Ludwig misura l’avanzamento dell’alopecia nelle donne e si basa sulla perdita di densità in aree localizzate. La calvizie femminile si manifesta solitamente con la perdita di capelli nella parte superiore al centro della testa, corrispondente alla linea che la divide in due.

 

Cura farmacologica per la calvizie

Tra i farmaci impiegati per la cura dell’alopecia androgenetica sono da annoverare il Minoxidil e la Finasteride.

il Minoxidil è l’unico farmaco, insieme alla Finasteride, approvato dalla FDA (Food and Drugs Administration) negli Stati Uniti come cura per la caduta dei capelli dovuta a calvizie comune o alopecia androgenetica. Il Minoxidil viene somministrato per via topica e, quindi, viene applicato direttamente sul cuoio capelluto. È reperibile sul mercato in concentrazioni del 2% e del 5%. Il minoxidil non agisce a livello ormonale e, quindi, non inibisce l’azione della 5 alfa-reduttasi, ma determina i suoi effetti benefici attraverso l’aumento del flusso ematico ai follicoli, legato sia all’attività vasodilatatoria, dimostrata in vivo sul cuoio capelluto dopo applicazione locale di minoxidil a diverse concentrazioni, sia all’effetto angiogenetico del farmaco, che in vitro aumenta in maniera dose-dipendente l’espressione del Fattore di Crescita Vascolare (VEGF).

La Finasteride è un farmaco utilizzato per il trattamento dell’alopecia androgenetica, in particolare negli stati precoci. Il medicinale è un inibitore dell’enzima 5-alfa reduttasi e impedisce la trasformazione del testosterone, riducendo i livelli di DHT.
La Finasteride è stata impiegata in origine per combattere l’ipertrofia prostatica benigna (IPB); come conseguenza dei suoi effetti a più ampio spettro da oltre due decenni è divenuta un primario supporto nella terapia per contrastare l’alopecia androgenetica.

 

Il PRP contro la calvizie

L’impiego della tecnica PRP (PLASMA RICCO DI PIASTRINE) si è dimostrata molto efficace nella cura della calvizie. È, in sostanza, una terapia rigenerativa che sfrutta l’effetto dei fattori di crescita autologhi (ossia appartenenti allo stesso paziente) ottenuti dalla centrifugazione del sangue in precedenza prelevato.
La PRP è stata sviluppata ed è impiegata da diverso tempo in chirurgia maxillo-facciale e odontostomatologica, in oculistica, nella terapia di ulcere cutanee croniche. Di recente se ne è esteso l’impiego anche in tricologia per ostacolare il diradamento indotto dalla calvizie.
Il PRP, o gel piastrinico, così ottenuta viene iniettato direttamente in zone del corpo in cui si vuole stimolare la rigenerazione di un tessuto danneggiato, in caso di calvizie viene iniettato sulla cute soggetta a calvizie.

Principale aspetto positivo della tecnica PRP consiste nel fatto che il paziente non va incontro a reazioni allergiche.

 

Il Laser per curare la calvizie

La terapia laser viene impiegata per contrastare la calvizie ripristinando l’attività microcircolatoria,  che ha il compito di traspostare il nutrimento ai capelli, e contribuendo a rivitalizzare le funzioni follicolari. La terapia laser è uno dei trattamenti più efficaci per rallentare la caduta dei capelli e incrementarne la ricrescita.  L’irradiazione luminosa prodotta dal raggio laser fornisce energia alle cellule, le quali rispondono con un miglioramento del metabolismo cellulare e un aumento della circolazione sanguigna nei tessuti.

In particolare attraverso laser particolari, con frequenze di emissione tra i 640 e i 680 nanometri (Nm) e una potenza bassa pari a 5 milliwatt, si interviene a livello delle cellule della papilla dermica. Tali cellule, stimolate dal laser, rilasciano il fattore di crescita dei cheratinociti (FGF7) il quale a sua volta va a stimolare a i cheratinociti della guaina esterna della matrice. Il risultato finale è l’accelerazione dell’entrata del follicolo nella fase Anagen, ossia la fase del ciclo di vita in cui il capello cresce e si allunga.

 

Autotrapianto di capelli con Tecnica FUE e Tecnica FUT

Se il diradamento dei capelli non è particolarmente esteso e la densità per centimetro quadrato della zona donatrice è sufficiente a garantire un numero di unità follicolari è possibile ricorrere all’autotrapianto per contrastare la calvizie.
L’autotrapianto di capelli può essere realizzato con il ricorso a due tecniche. La prima è la tecnica STRIP o FUT (Follicular Unit Transplant) consiste nell’escissione di una losanga di cuoio capelluto, prelevata chirurgicamente dalla nuca e contenente fino a un massimo di 4.000 unità follicolari, a seconda della densità per centimetro quadrato e della lunghezza.

La seconda tecnica è la FUE (Follicular Unit Extraction) prevede l’estrazione delle singole unità follicolari senza necessità di effettuare alcun taglio sulla nuca. L’impianto delle unità follicolari si effettua dalla linea frontale dei capelli all’indietro, prestando attenzione che questa rispecchi un profilo il più possibile naturale. L’impianto dei follicoli viene fatto manualmente e singolarmente.
La FUE è di fatto indolore, sebbene viene di solito applicato un anestetico locale nelle aree interessate. Anche il recupero è praticamente immediato, in genere entro 48 ore successive all’intervento.

 

Impianto di capelli biocompatibili

L’impianto di capelli biocompatibili è una valida alternativa all’autotrapianto come rimedio alla calvizie, soprattutto quando non vi siano sufficienti unità follicolari prelevabili da un’area donatrice. Tecnicamente, l’impianto è una modalità di infoltimento che consiste nell’inserimento di capelli sintetici direttamente nel cuoio capelluto. E’ possibile utilizzare anche capelli umani (propri o di un donatore, recisi e devitalizzati). I capelli sintetici, chiamati anche fibre da impianto o biofibre, danno le maggiori garanzie estetiche e di atossicità rispetto ai capelli devitalizzati, sebbene debbano possedere le certificazioni richieste dalla legge ai  dispositivi medico-chirurgici.

I protocolli di cura proposti da Tricomedit Group si basano su tecniche all’avanguardia in grado di fornire soluzioni efficaci alla calvizie. Gli interventi di trapianto vengono svolti nella massima sicurezza da personale specializzato in sale chirurgiche professionali. Gli impianti e l’impiego di protesi tricologiche si basano sui più recenti ritrovati scientifici e tecnologici. Ad ogni servizio corrispondo controlli periodici GRATUITI, perché la soddisfazione dei nostri pazienti è il nostro principale obiettivo.

 

 

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