Determinare quale sia la migliore cura per l’alopecia androgenetica maschile non sempre è facile. Il primo passo da fare è quello di rivolgersi ad uno specialista che valuti la terapia migliore e che sia maggiormente efficace. Se prima alcuni metodi erano prerogativa di pochi perché eccessivamente costosi, oggi molte cure sono accessibili a tutti. In questo momento, le terapie a disposizione per la cura della calvizie androgenetica sono numerose, alcune già molto conosciute e altre un po’ meno.

 

Come curare l’alopecia androgenetica maschile

 

Protocollo di cura personalizzato

Nei centri medici Tricomedit i pazienti, dopo un attento esame tricologico, seguono un protocollo di cura personalizzato all’interno  del quale ci sono delle lozioni che contengono principi attivi il cui fine è quello di inibire l’enzima 5 alpha reduttasi responsabile dell’alopecia androgenetica.

Terapia Laser

La terapia laser è un trattamento dal quale si ottengono ottimi risultati anche nella cura dell’alopecia androgenetica maschile, purché sia ancora ad uno stadio iniziale: la luce laser, infatti, agisce solo su bulbi piliferi vitali e non cicatrizzati. La terapia laser è molto efficace, considerando anche il fatto che si tratta di una terapia indolore, priva di effetti collaterali, e adatto a tutti i tipi di cuoio capelluto anche sensibile.

Auto trapianto FUT (Follicular Unit Transplantation) e Auto trapianto  FUE (Follicular Unit Extraction)

L’auto trapianto dei capelli come cura per l’alopecia androgenetica maschile risulta molto valida se eseguita da chirurghi esperti.  La tecnica FUT prevede il prelievo di una losanga di cute dalla zona occipitale del cuoio capelluto dove sono presenti unità follicolari immuni alla calvizie da destinare alle zone diradate. Con la tecnica FUE viene effettuato il prelievo di singole unità follicolari che, pertanto, non danno origine a cicatrici. I capelli trapiantati cresceranno in modo naturale, circa 1 cm al mese. Inoltre  dureranno nel tempo poiché i follicoli prelevati provengono da zone non soggette all’azione del DHT, la principale causa della miniaturizzazione dei follicoli che danno origine all’alopecia androgenetica.

PRP (Plasma Arrichicchito Di Piastrine) come cura per l’alopecia androgentica maschile

I pazienti che soffrono di alopecia androgenetica, possono sottoporsi al trattamento del PRP, un procedimento con il quale un campione del proprio plasma sanguigno viene “arricchito” di piastrine provenienti dallo stesso organismo. In pratica, dal sangue vengono estratte le piastrine necessarie che verranno iniettate sul cuoio capelluto.  Le piastrine sono delle sostanze che riparano e rigenerano in poco tempo pelle e tessuti, ragion per cui sono utilizzate in forma concentrata per stimolare, in modo biologico, il processo rigenerativo.

Tricopigmentazione

La tricopigmentazione non è una vera e propria cura per l’alopecia androgenetica maschile, ma una tecnica che consente di “ridisegnare” una parte della capigliatura nei pazienti che soffrono di caduta dei capelli. Si tratta di una soluzione alternativa o complementare all’autotrapianto di capelli. Come già accennato, si tratta di un metodo che non serve a curare la patologia ma a mascherare in maniera cosmetica il difetto estetico. La caduta dei capelli è un condizione che interessa numerose persone, siano esse uomini o donne. Conoscere quale sia la possibile cura per l’alopecia androgenetica maschile è importante, così come è importante la scelta  del centro medico tricologico a cui rivolgersi.

Cura per l’alopecia androgenetica maschile
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